Le 6 spiagge di Lanzarote da non perdere

Ho deciso di partire per un po’. La situazione in Italia si faceva di nuovo pesante e Lanzarote con le sue spiagge e molto altro, in questo momento era il luogo perfetto in cui pensare di passare un po’ di tempo in tranquillità. Tutto nel rispetto delle norme, eh, giusto per intenderci. Il fatto è questo: in Italia non è permesso spostarsi tra regioni, però, paradossalmente, in alcuni paesi europei è consentito viaggiare, tra questi anche la Spagna. Per entrare alle Canarie bisogna effettuare un tampone molecolare e compilare un questionario sul portale Spain Travel Health. Insomma, giusto qualche formalità più che dovuta, per farmi decidere definitivamente a preparare la valigia e andare alla scoperta di quest’isola.

Il volo è stato abbastanza lungo, infatti non ci sono voli diretti, per cui ho dovuto fare scalo a Madrid, passare lì una notte e poi il giorno dopo ripartire. Neanche Greta Thunberg quando in barca a vela è arrivata dall’Europa a New York!

La barca con cui sarei potuta arrivare a Lanzarote

 

Alloggio e affitto auto

Ho scelto di prendere un monolocale a Costa Teguise, a nord di Arrecife, perché mi sembrava una buona soluzione logistica, è praticamente al centro e così raggiungere tutte le parti dell’isola è molto più semplice. Dei contatti mi avevano proposto anche Puerto del Carmen, però, a dir la verità, mi sembrava troppo stile villaggio turistico aiaiai.

A Lanzarote ci si muove principalmente con l’auto. E’ vero, ci sono anche gli autobus, ma non sono molto efficienti e a causa del Covid le corse sono state diminuite. Per questo, dopo soli due giorni, ho deciso di affittare una macchina per tutto il mese e devo dire che è stata una scelta saggia (momento pacca sulla spalla, grazie!). Per il noleggio ho scelto Autoreisen, economica ed efficiente.

Lanzarote: ecco 6 le spiagge che devi vedere

L’isola non è molto grande, anzi, ma nonostante ciò ci sono davvero tante cose da vedere e da fare. Per questo, per chi decide di venire qui, il mio consiglio è di starci almeno 10 giorni, evitando così di fare le corse senza poi riuscire a godersi effettivamente il viaggio. Lanzarote è un’isola per tutti i gusti, e questo è il motivo per il quale l’ho scelta, la sua varietà. Ci sono spiagge, con sabbia nera, bianca, e beige, ci sono piccoli paesi in tipico stile canario, e poi vulcani, montagne, vigneti particolarissimi, e, in primavera, anche dei bellissimi prati in fiore che spiccano e contrastano cromaticamente con il rosso e il nero della terra vulcanica.

Prati in fiore con sfondo del vulcano Corona

Lanzarote è le sue strade, immerse nel nulla, in quei luoghi in cui a dominare è stata solo la potenza dei tantissimi vulcani. Tutte le volte che vi metterete alla guida rimarrete a bocca aperta guardando dal finestrino, vi sembrerà che quelle montagne ondeggino sulla strada quasi ad offrirvi un abbraccio e ad avvolgervi nella loro morbidezza. Non fatevi avvolgere troppo però, ché la guida esige attenzione, anche perché nell’isola vi capiterà spessissimo di incontrare lungo la strada ciclisti, solitari e non. Autista avvisato ciclista mezzo salvato.

Le strade nel parco Timanfaya

Ma cosa c’è di bello da vedere a Lanzarote a parte le strade?

Per fare un po’ d’ordine nel calderone dei luoghi da non perdere, inizierò questo primo articolo su Lanzarote parlando proprio delle sue spiagge, per poi proseguire con tutto il resto, i pueblitos, le montagne, i vulcani e i trekking.

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Punta del Papagayo

Beh, come non iniziare dalla più gettonata e conosciuta, e meritatamente, spiaggia dell’isola, Playa Papagayo. Questa bellezza si trova nella parte meridionale dell’isola e fa parte del Monumento Natural Los Ajaches. Per entrare si paga un biglietto di 3 euro che vale per tutta la giornata. Non abbiate fretta di arrivarci perché la strada che vi ci condurrà non è asfaltata ed è in pessime condizioni, quindi ci vorranno almeno 20 minuti solo per percorrere i circa 2 km che partono dal bivio fino al parcheggio della spiaggia. Questo se siete premurosi e volete evitare di forare, se invece siete cazzuti e non ve ne importa una mazza, potete pure fare il rally e tirare il freno a mano. De gustibus.

Le strade per tirare il freno a mano all’interno del Monumento Natural Los Ajaches

All’interno del parco, anche prima di arrivare a Playa Papagayo vi sono strade che conducono ad altre spiagge. Meritano tutte e sicuramente, se ci andate in estate, scegliere un’alternativa alla star indiscussa potrebbe risultarvi più rilassante, in quanto la signora pappagallo si riempie che è una bellezza. Io ci sono andata durante la settimana ed in più durante una pandemia mondiale quindi non faccio testo.

Playa Papagayo, the star

Il parco è veramente bellissimo, ad accompagnarvi vi sono sempre queste montagne sinuose di marzapane e delle strade da Far West. E con quel paesaggio il mare non può che abbellire ulteriormente l’opera. Non fermatevi solo a Playa Papagayo, lasciate la macchina e seguite i sentieri, camminate lungo le dune fino alla Playa del Congrio, riparatevi dal vento in uno dei famosi corralitos (muretti con pietre vulcaniche a forma semi-circolare ) e non importunate i nudisti che lì hanno trovato il loro luogo del CUore. Non tralasciate anche Playa Mujeres e Playa del Pozo, sempre all’interno della riserva.

Playa del Congrio, qui potete stare tutti gnudi

Playa Caletones

Lungo la strada costiera che vi porta da Arrieta ad Orzola, sulla vostra destra, avrete solo l’imbarazzo della scelta tra km e km di costa. Qui le spiagge, tra cui playa Caletones, sono tutte molto simili, sono caratterizzate da un mix cromatico formato da acqua bassissima e trasparente, scogli neri, sabbia chiara, muschi e vegetazione verde.

Playa Caletones col bel tempo

Anche qui il consiglio è di trovare il vostro corralito e sistemarvi come se fosse il vostro soggiorno. Una volta ho addirittura visto una famiglia che ci aveva piazzato tenda e un bastone all’ingresso a mo’ di cancello. Qui non ci sono né bar né chiringuitos, per cui attrezzatevi come si deve per l’aperitivo alcolico prima di venire.

Playa de la Canteria

Arrivati ad Orzola, prendete una strada sterrata e arriverete in questa spiaggia, sicuramente un po’ diversa, in quanto qui ci si viene per prendere un po’ di sole (se il tempo lo consente), fare una passeggiata o semplicemente guardare il paesaggio. Non si può fare il bagno per via delle correnti e delle onde davvero alte, un cartello all’entrata, nel caso vi venisse lo schiribizzo, ve lo ricorderà.

Uno dei tanti corralitos a Playa de la Canteria

Playa del Risco

Si tratta di una spiaggia davvero remota a cui si arriva tramite un percorso non troppo agevole. Per godere di questa bellezza, infatti, potrete scegliere tra due opzioni:

  • culo pesante, ossia prendete la barca;
  • semi-sportivo, fate il trekking Camino de los Gracioseros. Ci metterete un po’ ma vedrete che tra un “stasera mi mangio pure un panettone” e qualche parola da brutte persone, ne varrà la pena.
Playa del Risco, valeva il rischio

Una volta arrivati in spiaggia oltre a rilassarvi, fate un bagno nelle splendide acque cristalline e ammirate la vicina Graciosa di fronte, potrete anche fare un salto alle saline sulla destra.

Playa de Famara

Questa spiaggia è d’impatto, è enorme e già dal principio ti accoglie lasciandoti sbalordita perché la strada che la attraversa è coperta di sabbia che col vento viene trasportata sull’asfalto. L’effetto wow, qui, è garantito. Un rincorrersi di dune, surfisti, vento e un panorama pazzesco, di fronte La Graciosa e sul lato destro tutta la montagna che avvolge per metà la spiaggia. Ahimè la sabbia era piena di microplastiche. Sul lato sinistro invece sorge Famara pueblo, con tutte le casette bianche sul mare, strade con la sabbia, qualche negozio per articoli da surfisti e alcuni baretti.

Playa de Famara

Playa de Janubio

Sabbia nera vulcanica e onde bianche che si infrangono, solo questo basterebbe per farci un salto, perché quel contrasto cromatico è davvero d’effetto. Non vi aspettate quindi la spiaggia caraibica, col mare basso e cristallino, qui è il nero a dominare e con esso un’atmosfera molto lunare.

Infine, se vi va e vi avanza del tempo, non tralasciate le piscine naturali di Punta Mujeres e, non troppo distanti, quello di Charco del Palo.

Charco del Palo

Naturalmente, ci sono tante altre spiagge ma queste, a mio modesto parere, sono quelle che in primis non dovete perdervi. E sono sicura che anche a voi faranno lo stesso effetto. Provare per credere!

Nei prossimi articoli parlerò dei trekking, delle mie vertigini e di tutte le altre cose interessanti che ho visto e fatto in questa isola dell’oceano Atlantico.

A presto!