Istanbul: cosa vedere in 5 giorni

Istanbul ti ammalia, ti lascia senza fiato.

Istanbul, una città ancorata ad un passato conservatore e maschilista e allo stesso tempo accogliente e avanguardista.   

Pochi giorni non bastano per cogliere appieno la magia di questa città ma con qualche dritta potrete ottimizzare il tempo e godervi le diverse prospettive della vecchia Costantinopoli.

Ponte Galata, Istanbul
Galata bridge.

COSA NON PERDERE AD ISTANBUL

Istanbul mi accoglie con la chiamata alla preghiera, mentre mi do una rinfrescata in hotel, il muezzin richiama i fedeli. Una sorta, per me che non capisco un’emerita mazza di ciò che dice, di lamento misto a canto religioso.

Decido, dunque, anche per la vicinanza al mio hotel, di iniziare la mia visita alla città dalla Moschea Blu a cui si può accedere, non nell’orario della preghiera, salvo indossare il velo e togliersi le scarpe.  A proposito di questa pratica, io sono stata credo l’unica nella storia ad aver beccato uno spillo sotto il piede. Quando si dice avere culo!

Rimango folgorata da questo magnifico esempio di architettura a me sconosciuto prima d’ora. È la prima volta, infatti, che visito una moschea, ricca di colori, tappeti persiani, scritte arabeggianti e lampadari enormi.

Mappa un po' sfocata delle fermate metro di Istanbul
Mappa fermate metropolitana.

Questa sarà solo la prima di tante altre splendide visite in questi luoghi di culto qui a Istanbul.

La sera poi ammirarla illuminata, con il vento gelido di gennaio che ti trapassa strati di lana e pile, dalla piazza circostante piazza Sultanahmet evoca uno scenario spettacolare.

Per ritemprarmi e cercare di risentirmi gli arti oramai in cancrena, decido di assaggiare il Salep, bevanda a base di farina, latte, zucchero, acqua, cannella e forse qualche altro ingrediente che ignoro volutamente. Provate anche il succo di melograno, quello vero che vi spremono sul momento. Non risolverà l’ipotermia ma ne varrà la pena.

MOSCHEE, GRAN BAZAAR E OLEZZO DI PESCE

Per continuare con il ciclo moschee vi consiglio di non perdere la Basilica di Santa Sofia, prima cattedrale, Sokollu Mehmet Pascià decisamente meno turistica e proprio per questo intatta nella sua maestosità e la Moschea di Solimano recentemente restaurata.

Moschea di Solimano, una delle tante moschee bellissime di Istanbul.
Moschea di Solimano

Passate del tempo a godere della bellezza della Cisterna Basilica, del Palazzo di Topkapi, dei suoi giardini e della vista mozzafiato che sia apre sul Bosforo e sul Corno D’oro.

Perdetevi al Gran Bazaar (non è così difficile ve lo posso assicurare) assaggiate il té e il caffè turco in uno dei locali circostanti, rifatevi il naso gli occhi con i colori del mercato delle spezie.

Caffè turco a istanbul
Caffè turco

Non tralasciate la visita di Fener e Balat, quartieri caratteristici, originali e autentici. Assaporate, tra una salita e l’altra, la realtà di questa parte di città lontana dal turismo di massa.

Se vi avanza del tempo prendete un traghetto, possibilmente non quelli turistici, e fate un giro sul Bosforo per raggiungere la parte asiatica. A me è piaciuto un sacco scorgere lo scorrere della giornata della gente del posto, i loro ritmi lenti. Durante la traversata potrete sentire poi quel fantastico olezzo di pesce che prenderà la cittadinanza nelle vostre narici fino al prossimo Natale. Io, per vostra informazione, ho ancora l’olfatto fallato.

A proposito di pesce, se vi piace e il ricordo dell’olezzo non è più così vivido, io ho provato la cucina del Sultanahmet Fish House, piccolo ristorantino da cui uscirete soddisfatti. Noi abbiamo esagerato con le pietanze e i nostri stomaci non hanno retto. Fate vobis.

Piatto a base di pesce e verdura a Istanbul
Giusto per tenerci leggeri.

Se non siete ancora stanchi e volete visitare la parte più commerciale e alla moda della città dirigetevi a Piazza Taksim con la via dei negozi Istiklal street (più o meno i soliti negozi che trovate dappertutto) e se siete amanti della vita notturna, non come me vecchia babbiona, troverete vari locali.

Cihangir, sempre nel distretto di Beyoglu, si presenta ai miei occhi come la zona degli artisti, hipster e più bohémien, quindi non ve la perdete.

UN PO’ DI RELAX ALL’HAMMAM

Dopo tanto girovagare vale la pena fermarsi e godersi un po’ di meritato relax in un hammam. Io sono stata al Suleymaiye Hamami in quanto uno dei pochi in cui donne e uomini possono stare insieme. Ero, infatti,  in vacanza col mio compagno. 

Facciata dell'hammam a Istanbul
Entrata hammam

L’esperienza è stata positivissima, mi hanno persino frustata con gli asciugamani fradici. Praticamente ne sono uscita con degli ematomi, ma ne valeva la pena.

Se invece voi signorine preferite stare con sole donne vi segnalo il bagno turco di Çemberlitaş Hamamı e il Tahiri Galatasaray Hamam.

INSTALLAZIONI E MOSTRE

Esattamente al n.85 di Meclis-i Mebusan Street, nel quartiere di Kabataş, consiglio di vedere l’installazione dell’artista turco Vahit Tuna. Si tratta di un grandissimo muro in cui sono distribuite 440 paia di scarpe col tacco, ognuno rappresentante una donna turca assassinata dal proprio uomo, solo nel 2018. Un’opera che è un grido di denuncia rispetto ad un tema come il femminicidio, tristemente sempre attuale.

L’installazione si è ispirata ad una tradizione funeraria di alcune regioni della Turchia, secondo la quale le scarpe del defunto vengono messe fuori dalla porta d’ingresso della sua abitazione. In questo caso le scarpe rimarrano appese alla parete per sei mesi (a partire da settembre 2019), periodo dopo il quale altri artisti potranno creare ed esporre la propria opera. Si tratta infatti di installazioni temporanee senza scopi commerciali in quanto promosse dalla piattaforma artistica no profit Yanköşe.

Per gli appassionati di mostre, invece, consiglio il Modern Istanbul che ospita varie esposizioni di arte contemporanea e moderna e installazioni fighissime.

Modern Istanbul, museo di arte moderna.
Istanbul modern

TIPS

Un consiglio per la sopravvivenza. Molti turchi non parlano inglese, per cui anche quando dovrete prendere un taxi cercate di far leggere al vostro tassista il posto in cui volete recarvi. Io mi sono fatta le migliori risate cercando di farmi capire gesticolando come solo un’italiana sa fare.

Attenzione ai lustrascarpe e ai loro trucchetti per spillarvi denaro.

MUST HAVE per il vostro viaggio a Istanbul: Gaviscon, tappanaso (a meno che non siate raffreddati) e costume da bagno per l’hammam.

2 risposte a “Istanbul: cosa vedere in 5 giorni”

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