Cuba, itinerario in 12 giorni di un viaggio tanto atteso

Cuba la aspettavo da tempo. L’ho desiderata, l’ho immaginata, l’ho sognata come non sogno neanche mezzo chilo di carbonara di rientro da un viaggio.

E finalmente è arrivato. 12 giorni a disposizione (voli esclusi) per scoprire una piccola parte di quest’isola caraibica che ha definitivamente occupato un posto speciale nel mio cuore, insieme allo Sri Lanka, Cina, Giappone, Costa Rica, Spagna, Brasile, Perù, Argentina, Malesia, Hawaii, Antille, Repubblica Dominicana, Portogallo ecc. Sì, effettivamente ho un concetto un po’ contorto di “speciale”, ma ci sto lavorando, anche nel rapporto col mio fidanzato.

Cuba al contrario di quello che si pensa non è una piccola isola, anzi. Per vederla bene, tutta, ci vuole almeno un mesetto. Per questo, avendo a disposizione 12 giorni effettivi, ho deciso di concentrarmi solo su una piccola parte e rimandare la restante al prossimo viaggio. Perché a Cuba voglio assolutamente tornare per arrivare fino a Santiago.

Itinerario Cuba 12 giorni
Itinerario

Info utili pre-partenza

Una volta acquistato il biglietto aereo, volo con scalo a Madrid con la compagnia aerea spagnola Iberia, ad un costo di 480 euro a/r, inizio a programmare il mio itinerario in 12 giorni.

Per entrare a Cuba è necessario fare il visto (tarjeta del turista) e avere un’assicurazione. Noi ci siamo affidati a Cubapoint per tutti e due, conveniente ed efficiente (50 euro a testa). Se decidete di fare da voi l’assicurazione (io ad esempio faccio solitamente la Columbus) verificate con attenzione che sia riconosciuta e valida per Cuba. Non tutte le assicurazioni, infatti, lo sono.

A Cuba sono presenti due valute, una per il turista, il CUC, e una per i cubani, il CUP. Io ho cambiato una parte di contanti al mio arrivo in aeroporto, una volta usciti fuori sulla destra (lo riconoscete dalla fila) perché il cambio era conveniente.

Come muoversi: autobus con la compagnia Viazul (da prenotare con tempo) oppure taxi condivisi con altri turisti (ve ne parlo dopo). Affittare una macchina è un’opzione ma solo se siete un gruppetto perché i prezzi sono un po’ alti.

Questo l’itinerario in 12 giorni a Cuba:

Habana

Havana mi conquista da subito, tant’è che decidiamo di cambiare programma in corso d’opera e di ritornarci a metà viaggio, infilandola come tappa nel tragitto tra Matanzas e Viñales. Atterrati al suo aeroporto veniamo subito catapultati in un’altra epoca: macchine degli anni ‘70, palazzi coloniali mezzi distrutti e bambini che giocano per strada con qualsiasi oggetto raccattato.

scorci dell'havana, tappa del mio itinerario in 12 giorni
Scorci de La Habana

Solo questa sensazione di vivere in un altro tempo merita il viaggio.

Habana è bellissima, colorata, viva, verace, caotica, malinconica e decadente. È caraibica e coloniale, sfacciata ed elegante. È uno di quei posti da vedere almeno una volta nella vita.

Vi basti la descrizione che ne fa la Lonely Planet : “Gioiello prezioso di un impero scomparso, cuore e anima di una nazione in lotta, in passato sede del gioco d’azzardo della mafia americana e casa venerata di più di due milioni di persone: l’Havana è molto di più di una città e basta. È uno spettacolo, una storia che non finisce e un modo d’essere.”

palazzi coloniali nel mio itinerario di 12 giorni a Cuba
Palazzi coloniali a La Habana

Penso sia inutile descrivere e soffermarmi su ognuna delle cose visitate all’Havana, sono luoghi straconosciuti, noti: Habana vieja, Parque historico-militar Morro Cabaña, Centro Habana (Capitolio, fabbrica del tabacco, Museo de la Revolución, quartiere cinese), Vedado (hotel storici, Università, Plaza de la Revolución ecc) e il Malecón (la famosa passeggiata sul lungomare).

Il Malecón

Ecco, sul Malecón, invece mi ci soffermo. È uno di quei posti, infatti, in cui oltre a camminare per svariati km è anche necessario sedersi sul lungo muretto che lo costeggia – non solo perché oramai hai i piedi fanculizzati – bensì per assaporare la vita delle persone che qui trascorrono momenti di gioia e forse anche di malinconia.

Sì, perché ad esempio a me il Malecón un po’ di malinconia l’ha trasmessa; osservare il lento scorrere delle vite dei cubani, immaginare le loro storie, guardare quell’orizzonte che separa l’isola da vite così diverse e lontane ha messo in moto in me sensazioni contrastanti.

Il malecon, all'havana  itinerario in 12 giorni di Cuba
Il malecón

Storie cubane

Ho ripercorso in quei frangenti la storia di Cuba, le sue vicissitudini e metabolizzato le tante storie di vita cubana che le varie persone incontrate qui (dal proprietario del nostro alloggio, al tassista, al contadino) ci avevano raccontato. Non sono storie semplici, perlopiù sono vicende che in qualche modo mettono in discussione tutto ciò che fino ad ora pensavi di un popolo e del loro Paese. Attraverso i media, i quotidiani sei indotto a farti un’idea che poi prontamente viene affossata da chi quelle situazioni le vive nella quotidianità.

Piazza della rivoluzione a la havana,  itinerario in 12 giorni a Cuba
Plaza de la Revolución (a sinistra Che Guevara a destra Camilo Cienfuegos)

A me sentire dalla loro bocca (non dalla tv) quanto costi vivere a Cuba, comprare una macchina di quelle vecchie che la mia generazione ha conosciuto solo nei film (lo stesso prezzo delle macchine che noi compriamo nuove), avere internet solo in determinati luoghi della città a caro prezzo, non poter uscire dal Paese (per molti cubani è impossibile o molto difficile ottenere un visto per viaggiare), avere una tessera che ti fornisce ogni mese determinate razioni di alimenti basici (olio, riso, latte, sale, carne se hai bambini fino ai 5 anni), il fatto che praticamente tutte le attività debbano versare al governo una percentuale altissima del loro guadagno (parliamo del 70%) mi ha completamente stordito.

Cartelli a la Habana, itinerario in 12 giorni a Cuba
Cartelli anti embargo per le strade del Vedado (Habana)

Com’è naturale che sia ho incontrato anche persone che al contrario osannavano l’operato di questo e dei passati governi. Io non so dove stia la verità e la ragione, solo i cubani possono saperlo. So solo che l’embargo americano è concausa di questa realtà e che allo stesso tempo il governo cubano, di certo non facilita la vita dei suoi abitanti.

C’è da dire, se devo fare un discorso profondamente egoista, che tutta questa chiusura verso il mondo esterno dell’isola, rende Cuba unica e profondamente affascinante, proprio per quella sensazione di cui parlavo all’inizio, di essere proiettati in un’altra epoca, ma è giusto che le persone che lì vivono, e non noi che ci passiamo 2 settimane, possano scegliere, se lo desiderano, di vivere in maniera diversa.

La santeria

Durante le nostre infinite camminate in questa città notiamo più e più volte alcune persone vestite tutte di bianco, addirittura munite di ombrello dello stesso colore.

I santeros, a L'havana itinerario in 12 giorni a Cuba
I Santeros (immagine: Vivere a cuba)

Sono i santeros ossia i fedeli della Santeria, una religione afrocubana molto diffusa qui, che fonda le sue radici durante il periodo della schiavitù. I santeros, sono devoti a Oludomare (il loro dio) e agli Orisha (sorta di divinità, simili ai santi) che controllano, secondo la loro credenza, ogni aspetto della loro vita. Ogni santero ha un suo orisha che lo protegge. Ecco svelato il mistero dei bianchi vestiti.

Habana e la mondezza

Havana non è propriamente una città pulita, soprattutto nelle zone meno centrali. Discorso diverso lo si fa invece per Habana vieja. Ho notato che in città si trovano i secchi per differenziare i rifiuti, non ovunque, e che poi dei signori passano ad ispezionare i secchi e a raccoglierne la plastica per venderla alle aziende che riciclano. Un metodo già visto in tanti altri Paesi. Mentre mi trovavo seduta sul lungomare (il Malecón) ho notato incastonati tra gli scogli tanti rifiuti, tanta plastica, che se non raccolti, le correnti porteranno di nuovo in mare. Una situazione comune e più o meno tragica ovunque.

cartelli per le strade de La Havana  itinerario in 12 giorni a Cuba
Cartelli per le strade de La Habana

Se l’argomento mondezza ti interessa leggi anche l’articolo “Barcellona, una città pulita e ciclabile”.

Trinidad

Procediamo poi lungo il nostro itinerario. Prossima tappa Trinidad. Per andarci, il viaggio è lungo, ci vogliono circa 5 ore (ricordatevi con che macchine viaggiarete) con un taxi compartido, ossia condiviso con altre persone che faranno il vostro stesso tragitto. Direte voi, “dove le trovo ‘ste persone?” Sono le stesse casas particulares, ossia le case dei locali in cui alloggiate, una sorta di b&b in salsa cubana, a trovarvi i taxi compartidos. Voi dovrete solo farvi trovare pronti all’ora della partenza prefissata.

La nostra idea era quella di fermarci lungo il tragitto a Cienfuegos ma i nostri simpaticissimi compagni di tragitto non ci pensavano minimamente, quindi ci siamo attaccati e siamo così arrivati direttamente a Trinidad.

Trinidad è bella, super turistica, colorata, allegra. È piccola quindi la si visita in poco tempo ma è proprio bello camminare per le sue strade fatte di ciottoli e vedere se ci si allontana dal centro lo scorgere della vita delle persone. Qui la sera potrete assistere, sorseggiando un mojito sulle famose gradinate della Plaza Mayor, agli spettacoli musicali e lanciarvi in danze sfrenate. Io ho evitato, ho meno ritmo di un elefante imbalsamato.

Trinidada, itinerario in 12 giorni a CuBa
Panoramica sulla scalinata de la Plaza Mayor (Trinidad)

Spiagge vicino Trinidad

Vicino Trinidad, a circa 15 minuti di macchina (rigorosamente scassata) abbiamo deciso di concederci un po’ di relax al mare. Ci siamo arenati quindi sia a Playa Ancón sia a Playa Maria Aguilar. Belle tutte e due ma la prima decisamente superiore. Se volete, dei signori con una piccola capanna sulla spiaggia, vi cucineranno il pranzo rigorosamente con ciò che è stato pescato la mattina, e ve lo serviranno sul vostro asciugamano con tutto il companatico incluso.

Playa Ancón, itinerario in 12 giorni a Cuba
Playa Ancón

Remedios

Altro giro altra corsa. Oggi con un altro taxi compartido si va a Remedios. Volendo, a minor prezzo, è possibile viaggiare anche in autobus (colectivos) con la compagnia Viazul ma bisogna prenotare con anticipo. Noi non abbiamo mai trovato posto.

Remedios, itinerario in 12 giorni a Cuba
Bambini che giocano per le strade di Remedios

Remedios a me è piaciuta molto. Piccola, raccolta e molto genuina. La si gira in poco tempo, la sua piazza, Plaza Martì, è molto suggestiva con tutti quegli edifici coloniali che la circondano, porticati dai colori accesi e le due chiese. Per pranzo ci siamo fermati proprio in uno dei ristoranti che si affacciano sulla piazza. Si tratta di un locale in cui abbiamo trovato solo ed esclusivamente cubani, porzioni abbondanti e a prezzi veramente bassi (piatto a base di riso e carne circa 2 euro).

Cibo a Remedios, itinerario di 12 giorni a Cuba
Pranzo a Remedios al costo di 2 euro

Fermarsi a Remedios è un’ottima soluzione anche per chi desidera visitare i cayos del nord, come ad esempio la famosa Cayo Santa Maria. Noi alloggiamo a Remedios una notte, in una casa particular veramente carina consigliataci dal padrone della precedente casa di Trinidad. Il giorno successivo, con un altro taxi compartido si va a Matanzas.

Santa Clara e Matanzas

Questa tappa è stata inserita nel nostro itinerario in 12 giorni a Cuba solo per spezzare il viaggio che se no sarebbe stato veramente troppo lungo. Durante il tragitto ci fermiamo a Santa Clara per visitare il Mausoleo del Che e il Monumento a la toma del Tren blindado che rievoca i fatti di quel 29 dicembre del 1958 in cui Che Guevara insieme ad altri rivoluzionari deragliarono un treno blindato e posero fine alla dittatura di Batista.

Uno dei vagoni del treno deragliato a Santa Clara

“Dónde puedo conseguir el billete del Che?”

Qui il mio caro compagno di viaggio ha iniziato a subire una trasformazione. Credo che tutta questa storia di coraggio e rivoluzione, il Che, la guerriglia e vari cazzi e mazzi, gli abbia creato un disturbo cognitivo che poi si è portato appresso per tutto il viaggio. La trasformazione è stata graduale, prima ha iniziato a passare le notti a leggere la storia della rivoluzione cubana, poi a chiedere a chiunque, persino al signore che vendeva noccioline in piazza, dove potesse trovare la banconota del Che, quella in CUP quasi in disuso.

Moneta del Che, itinerario in 12 giorni a Cuba
La famosa banconota del Che

Oramai entrato in un tunnel senza via d’uscita, parlava da solo rivolgendosi ai compagni rivoluzionari, Fidel e Cienfuegos, importunando chiunque e ponendo la seguente domanda: “Dónde puedo conseguir el billete del Che?”

Santa Clara, itinerario in 12 giorni a Cuba
Mausoleo del Che

Io oramai volevo solo sbarazzarmi del novello rivoluzionario, non ce la facevo più a sentire ripetere ‘sta tarantella. Fino a quando proprio a Santa Clara, di fronte a quel benedetto treno, una signora aveva in mano quella fottuta banconota e finalmente ER Che pareva essere rinsavito. Poco dopo scoprirò che si trattava solo di un’illusione perché di banconote ne voleva almeno 3, quindi “Dónde puedo conseguir el papel del Che?” ce lo siamo portati fino alla fine del viaggio. Diventerà la motivazione del nostro definitivo divorzio.

La storia a Cuba si respira ovunque, durante le infinite ore in macchina lungo le strade i cartelli propagandistici, Fidel, El Che, José Martì, la rivoluzione e in generale la politica sono onnipresenti.

Cartelli nel nostro itinerario in 12 giorni a Cuba
Cartelli per le strade di Cuba

Stop di una notte a Matanzas

Matanzas non ci è piaciuta, carino il centro storico ma niente di eccezionale. Passare una notte qui non ne vale assolutamente la pena a meno che non la vogliate utilizzare come base per visitare i dintorni. Ci rimaniamo solo una notte e poi via di nuovo verso l’Havana in cui vediamo ciò che avevamo tralasciato durante la nostra prima visita, ci restiamo una sera e poi ripartiamo verso Viñales.

matanzas, itinerario in 12 giorni a Cuba
Vie di Matanzas e auto d’epoca

Viñales

Viñales,  itinerario in 12 giorni a Cuba
I mogotes a Viñales

Dopo un viaggio di circa 3 ore e mezzo in compagnia di due arzille signore canadesi arriviamo nella Valle di Viñales, una zona naturalistica molto suggestiva in cui è il verde ad avere la meglio. La cittadina in sé non è niente di che, si sviluppa principalmente sulla via principale in cui è pieno di negozi, ristoranti e locali in cui bere mojito a un euro per poi non riuscire più rialzarsi per tornare a casa, l’abbiamo provato sulla nostra pelle. L’attrattiva di Viñales sono le bellezze naturalistiche, i mogotes ossia le singolari formazioni calcaree che si stagliano sulla valle, le piantagioni di tabacco e i panorami.

Sigari e Highlander

Durante la visita ad una piantagione di tabacco di proprietà di un signore di una certa età e di sua moglie, reincarnati probabilmente in Highlander, abbiamo avuto modo di entrare a casa loro, visitare la finca (la fattoria), vedere come si realizza un sigaro fatto a mano e fumarne uno insieme a lui, rigorosamente bagnato nel miele. Non ricordo cosa abbia fumato, probabilmente a questo punto non un sigaro puro, ma ricordo di aver sentito che Che Guevara fumava il Monte Cristo, più leggero, mentre Fidel je dava giù di brutto e si fumava il Cohiba. Hai capito Fidelito!

tabacco a Viñales,  itinerario di 12 giorni a Cuba
Highlander che rulla il sigaro

Interviste potenzialmente pericolose

A Viñales abbiamo anche fatto una bellissima passeggiata di circa 3 ore in mezzo al verde in cui abbiamo potuto addentarci meglio nella natura, attraversato sentieri, piantagioni di qualsiasi cosa e più in generale fatto l’interrogatorio al signor contadino che ci accompagnava. Sì, perché come ho detto all’inizio, a me il modus vivendi di Cuba mi ha colpito un sacco.

Penso che il contadino, dopo la mia intervista/inquisizione, volesse solo usare il pugnale di cui era munito, per minacciarmi e farmi stare zitta. Ma a Cuba il livello di criminalità è molto basso, il Paese è molto sicuro, il turista è sacro e quindi me la sono scampata. Lui in compenso appena è finito il nostro giro è fuggito dicendo ai suoi colleghi “Esa muchacha está loca!“, portandosi le mani sui capelli.

Viñales, itinerario in 12 giorni a Cuba
Momento clou dell’intervista
Valle di Viñales

Cayo Levisa

Cayo Levisa, itinerario in 12 giorni a Cuba
Cayo Levisa

Dopo aver passato due giorni nella Valle di Viñales ed aver causato qualche trauma ai suoi cari abitanti, ci dirigiamo verso il mare: staremo qualche giorno a Cayo Levisa, forse meno conosciuto di altri ma veramente spettacolare. Ci si arriva con un’oretta di macchina da Viñales e poi con un traghetto di circa mezz’ora. Qui è possibile alloggiare solo in un hotel, tutto costruito in legno con i vari bungalows.

Cayo levisa, itinerario in 12 giorni a Cuba
Pescatori a Cayo Levisa

Cayo Levisa è un posto paradisiaco. Passiamo le nostre giornate a prendere il sole, mangiare come se non ci fosse un domani e fare lunghe passeggiate. Cammina che ti cammina arriviamo in un punto del cayo deserto, in cui veramente non credevo ai miei occhi tanta era la bellezza.

Cayo levisa, itinerario in 12 giorni a Cuba
Dopo la camminata finalmente la spiaggia deserta

L’indifferenza di fronte ai rifiuti abbandonati

Per arrivarci abbiamo attraversato una foresta di mangrovie fighissima che ad uno sguardo più attento era però piena di rifiuti. Nella strada per il ritorno abbiamo cercato di raccogliere quanta più mondezza possibile. Non avevamo più spazio tra le nostre braccia. Abbiamo portato i rifiuti sulla spiaggia principale, qualcuno ci ha notati visibilmente in difficoltà nel trasporto sproporzionato di tutta quella roba, ma ha fatto bellamente finta di niente. Quanto amo l’umanità!

Gettiamo i rifiuti raccolti nella spazzatura (non differenziata) e andiamo e berci su, l’unica soluzione a tutti i mali.

Cayo Levisa, itinerario in 12 giorni a Cuba
Lungo il percorso per arrivare all’immensa spiaggia deserta
CCayo Levisa, itinerario in 12 giorni a Cuba
Foresta di mangrovie

Habana

È il momento di ritornare all’Havana, fare un ultimo giro in città, godersi un’ultima notte in questa città magica e poi ripartire, rigorosamente con il magone. Di Cuba mi ricorderò sempre i suoi colori, le vicende dei suoi abitanti, l’Havana, il suo mare e la storia della revolución, del Che (tra l’altro un gran pezzo di gnocco) e il tracollo della mia storia proprio a causa sua.

Cartello a Santa Clara, itinerario in 12 giorni a Cuba

Ciao mia amata Cuba, hasta pronto.

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